Erasmus alla Sorbona: pro e contro


State valutando di partire in Erasmus alla Sorbona? Oppure vi è già stata assegnata questa destinazione?
Ecco qui alcuni aspetti che è bene che sappiate in anticipo, è meglio per voi che partiate preparati. Io ho raccolto tanti pareri e opinioni di ex-studenti prima del mio Erasmus alla Sorbona e adesso mi sento in dovere di condividere queste informazioni anche con altri futuri studenti. Quindi eccovi una recensione totalmente onesta della Sorbona (Sorbonne Université). Sono da poco rientrata in Italia e la responsabile della Sorbonne ci ha chiesto di compilare un modulo sulla nostra mobilità ed è stato lì che ho capito l’importanza della condivisione delle proprie esperienze/impressioni.
Iniziamo:

Sorbonne Université

1) Perché PARIGI? Perché no?
Innanzitutto, cercate di capire se Parigi è la città adatta al vostro Erasmus. Cosa volete dal vostro Erasmus?
Opzione 1) Se è il vostro primo Erasmus, non conoscete ancora la cultura francese, se non ve la cavate molto bene con il francese, personalmente vi consiglierei di optare per un’altra città. Ad esempio, conoscete Lione? Tenete conto che il livello richiesto alla Sorbona è il B2 (C1 per alcuni dipartimenti), siete in grado di ottenere concretamente questa certificazione, nei limiti di tempo imposti dalla vostra università?
Opzione 2) Se invece conoscete già la vita Erasmus e il vostro obiettivo è unicamente quello di studiare alla Sorbona o in una grande città, allora andate senza esitare.
Riflettete, cosa sto cercando dal mio Erasmus? Mi interessa soprattutto la vita mondana/party ecc oppure lo studio?
Attenzione, per una persona abituata alla vita nella sua cittadina e nella sua piccola università può essere difficile ambientarsi in una realtà così vasta e dispersiva come Parigi.

2) Disorganizzazione
L’organizzazione per non è per niente un tratto distintivo della Sorbona o di una qualunque grande università. In questo senso, il mese di settembre è stato terribile, considerando che si tratta del mese più importante per le Giornate di benvenuto, di presentazione e soprattutto delle iscrizioni ai corsi. E mi dispiace dirlo, ma le prime settimane sono state deludenti (anzi, un vero disastro). Alle giornate di benvenuto i professori hanno parlato soltanto della Licence (i corsi della triennale), senza menzionare minimamente la Magistrale (svolgimento delle lezioni differenti, esami differenti, edifici diversi ecc.). E, tra l’altro, non ci avevano neanche detto che i corsi del Master (cioè il mio caso) sarebbero iniziati due settimane dopo. In pratica ho iniziato lezione ufficialmente il 23 settembre, dopo più di tre settimane che stavo a Parigi.
Cos’altro mi ricordo di settembre? Che andavamo in aula ma i professori non si presentavano, che le aule indicate sull’Emploi du temps erano sbagliate, addirittura un’aula non esisteva! Davvero, credetemi. Però è stato divertente essermi messa a cercare quell’aula con altri studenti sconosciuti vagabondando senza meta per i corridoi.
Comunque se sopravvivete al primo mese, poi il resto sarà in discesa.
Vi consiglio di dedicare molto tempo alla scelta dei corsi per les inscriptions pedagogiques. Le coordinatrici devono gestire tantissimi studenti Erasmus da tutta Europa, insomma Chi fa da sé, fa per tre!

3) Carico di studio
Quando i miei amici l’anno scorso mi dicevano “Se vai alla Sorbona passerai più tempo in biblioteca che in giro” non ci credevo. Ora, posso dire che avevano assolutamente ragione.
Il carico di studio è notevole e conciliarlo con la vita Erasmus non è facile. Il sistema universitario francese prevede corsi TD+CM per la triennale e corsi CM per la magistrale. (trovate tutte le info qui) Quindi se siete studenti della triennale, preparatevi a rinunciare a qualche pomeriggio libero.
Ma non pensate neanche che i corsi della Magistrale siano facili, tutt’altro. D’altronde, state andando a studiare alla Sorbona!

4) Lezioni
Io ho seguito in tutto 5 corsi in un semestre e sinceramente ho faticato a trovare quei 5. Ad esempio: i corsi di letteratura francese sono impostati diversamente dai nostri corsi italiani. Erano corsi molto specifici, che affrontavano un solo autore specifico o una sola opera. E affrontare un corso in cui si parla solo di un’opera di Proust se non lo si ha mai studiato nel dettaglio può diventare complicato.
Per quanto riguarda le modalità d’insegnamento: il professore alla cattedra legge il suo discorso. Niente interazione con gli studenti. Niente improvvisazione. Le lezioni mi sembravano così rigide, fisse.
Una nota positiva: il corso di letteratura di M. Monferran, un vero bijou. Corso interessante, ben organizzato, modalità d’esame chiare. La perla del corso: la visita guidata alla BNF in cui abbiamo potuto vedere i manoscritti originali degli ultimi secoli. Che dire, la versione manoscritta de Les Fleurs du Mal dal vivo è incantevole.

5) Rapporto con i francesi
Vi sembrerà l’ennesimo cliché, ma non aspettatevi di trovare un gruppo corposo di studenti con cui stringere amicizia. L’università è molto dispersiva e i parigini non sono molto affiatati o propensi a parlare con stranieri prima o dopo le lezioni. Inoltre, c’è una grande competizione tra gli studenti, ma come in ogni situazione, esistono studenti disponibili ad aiutarvi e a passarvi gli appunti. Io sono stata fortunata, ho trovato una compagna di corso davvero unica (qui il racconto completo).
Consiglio: Cercate di avvicinarvi voi ai francesi, fate voi il primo passo. E seconda cosa, non circondatevi soltanto di studenti Erasmus: ricordatevi che state lì anche per imparare la lingua!

6) Conversione dei voti
La Sorbona gode di una grande fama in Francia e il sistema di valutazione degli esami francese è differente dal nostro.
Innanzitutto, i voti sono in ventesimi e la sufficienza è il 10/20 contrariamente all’Italia in cui occorre arrivare al 18/30. Poi, in Francia generalmente il 16/20 è considerato come il voto massimo, perché “Nessun esame può essere così perfetto da essere un 20/20” (cito testualmente una mia compagna di corso parigina. Lascio a voi eventuali riflessioni. Ma che ne sanno loro dell’emozione di un nostro 30 e lode!). Infine, se un 16 in una qualsiasi università francese è un ottimo voto, alla Sorbona lo sarà un 12 o un 13.
Perché prendere un 12 alla Sorbona è considerato come un 16 in una qualsiasi altra uni francese, peccato però che in Italia è convertito in un misero 24.
Quindi se non volete trovare brutte sorprese al termine dell’Erasmus, c’è solo una cosa da fare: STUDIARE, STUDIARE e STUDIARE per arrivare a quel maledettissimo 14 o 15. Oppure implorare un vostro professore in lacrime per alzarvi il voto. Ma per esperienza personale, vi sconsiglio questa opzione.

7) Modalità d’esame e professori
Tendenzialmente i professori sono più clementi con gli studenti Erasmus, data la difficoltà linguistica e le differenze nel sistema scolastico. Tendono quindi ad alzare il voto o a proporre “dossier” o lavori a casa per facilitare gli studenti. Attenzione: non stupitevi se alla Sorbona vi troverete di fronte professori che vi esamineranno sullo stesso piano dei francesi. La Sorbona non guarda in faccia nessuno.
Esempio: se l’esame consiste in un Commentaire linaire e voi venite da un paese in cui il commentaire linaire non esiste, non sarete giustificati dal non saperlo scrivere. Perché in Francia, tutti sono abituati a sostenere esami con Dissertations, commentaires linaires, commentaires composés, synthèses ecc. Non c’è niente da fare, dovete imparare anche voi!

8) Depressione
Avete mai sentito parlare della “Sindrome di Parigi”? Ecco, partire a Parigi il primo semestre potrebbe farvi sentire un po’ giù di morale, soprattutto se siete soli, in una stanza di 10m2, mentre fuori è nuvoloso con quell’inutile crachin parigino (la pioggiarellina fastidiosa).
Consiglio: Se potete, partite il secondo semestre! La primavera è sicuramente una stagione migliore per godervi questa città!

9) Costo della vita
Se partite a Parigi, preventivate un budget di 1000€ al mese. Tra alloggio, abbonamento dei mezzi (75,20€), vita sociale e mangiare, i soldi volano via. Per ammortizzare almeno le spese alimentari vi consiglio il LIDL, la catena più economica a Parigi.
Altro consiglio: aprite un conto in banca nelle banche convenzionate con la vostra università francese per beneficiare del prime étudiant. Ad esempio io aprendo il conto con BNP ho ricevuto gratuitamente 80€. Non male no?

10) Vita Erasmus
Parigi è certamente una città ricca, sul fronte “Vita Erasmus”. Vi consiglio di mettervi in contatto con Parismus, l’associazione ufficiale per gli studenti Erasmus alla Sorbona che organizza eventi, uscite, visite guidate, viaggi e concorsi davvero interessanti.
E ancora ESN PARIS per conoscere altri studenti Erasmus. O ancora PARIS ERASMUS LIFE (io ho avuto una riduzione su uno spettacolo di teatro grazie a loro).
Attenzione a non circondarvi unicamente di studenti Erasmus, è bello vivere appieno questa esperienza ma non dimenticate che per imparare la lingua vi occorrono dei nativi!

11) VANTAGGI
-Il prestigio della Sorbona, un’istituzione notevole in Europa e nel mondo (ma effettivamente a che punto ne avete bisogno? vedi qui)
-Parigi è la città dei grandi comici, attori, comédiens francesi. Se tutto questo vi interessa, vi consiglio di approfittarne e andarli a vedere a teatro! Io ho avuto modo di farlo ed è stata la cosa più bella del mio Erasmus.
-Se siete studenti della Sorbona o di un’altra università parigina potete fare domanda di alloggio presso la CIUP (La città universitaria). Ve lo assicuro, vivere alla Cité vi cambierà la vita!
Inoltre, in quanto studenti Erasmus potete postulare direttamente tramite l’ufficio Erasmus della Sorbona e avete più possibilità di essere selezionati!
-Da Parigi potete spostarvi dappertutto in Francia. Organizzate viaggi autonomamente o tramite associazioni, ma non dimenticate di viaggiare. Ci sono centinaia di città che vi aspettano. Must da Erasmus: Mont Saint-Michel e Saint-Malo e i Marchés de Noel di Strasburgo/Lille.

Questa è la recensione onesta (severa ma giusta) del mio Erasmus a Parigi. Spero vi possa essere utile!

PS: Link utili sul sito della Sorbona:
coordinatrice, pagina per studenti erasmus.


Autore: Noemi Licata Tiso
I contenuti presenti nel blog “Noemi in Francia” sono di proprietà di Noemi Licata Tiso, è vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi forma o modo.

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